Casa Pannini: storia, arte e curiosità di un gioiello patrizio a Cento
Casa Pannini a Cento è una delle più antiche e affascinanti dimore nobiliari dell’Emilia‐Romagna.
Situata in Corso del Guercino n. 32 nel centro storico di Cento, questa residenza custodisce un importante passato artistico, evidenze architettoniche e testimonianze culturali che ne fanno un luogo imprescindibile per chi si interessa di arte, storia locale e folclore.
Origini e architettura antica di Casa Pannini, Casa Pannini a Cento
Casa Pannini risale alla prima metà del XV secolo, periodo rinascimentale, anche se non si conosce con certezza il nome dell’architetto originario.
Alcune fonti indicano che la dimora apparteneva alla famiglia Pannini, aristocratica, che la mantenne fino a quando per via di eredità la proprietà passò alla casata Chiarelli‐Pannini.
Una delle caratteristiche più rilevanti è il portico trabeato in legno: pochi antichi edifici locali ne conservano uno funzionante.
La facciata presenta finestre ogivali, stile gotico, probabilmente frutto di ristrutturazioni successive.Nel 1615 Bartolomeo Pannini incaricò l’architetto Pier Francesco Battistelli di alcuni miglioramenti e decorazioni.
Gli affreschi del Guercino, Lorenzo Gennari e il ciclo decorativo interno
Tra il 1615 e il 1617 Casa Pannini fu decorata con affreschi commissionati da Bartolomeo Pannini, realizzati dal giovane Guercino (Giovanni Francesco Barbieri) in collaborazione con Lorenzo Gennari.
I soggetti erano molteplici e vivaci: Storie di Ulisse, scene di caccia, figure equine, paesaggi, amori di Rinaldo e Armida, scene campestri, strumenti musicali, giochi, feste locali come il carnevale, e la Corsa del Palio, che riflettevano la vita e i costumi di Cento.
Le stanze principali includevano:
‐ la Sala Grande con dodici Storie di Ulisse;
‐ il Vestibolo delle Cacce con quattordici scene di caccia alternate a festoni, putti e decori;
‐ la Camera della Venere con le Storie di Rinaldo e Armida;
‐ la Camera Rossa con paesaggi e figure femminili;
‐ la Camera dei Cavalli dove il Camino raffigurava Marco Curzio.
All’esterno, il soffitto ligneo, le stanze e gli affreschi testimoniano la ricchezza decorativa del Seicento emiliano e l’impegno artistico che coinvolse anche collaboratori del Guercino, che all’epoca era ancora giovane ma già dotato di notevole talento.
Trasferimento degli affreschi, restauri, dispersione e recupero
1840 è un anno cruciale nella storia di Casa Pannini. Il proprietario di allora, Francesco Diana, constatando danni dovuti a umidità e infiltrazioni – specialmente dal tetto – decise di staccare gli affreschi originali dalle pareti e trasferirli su tela.
Il distacco fu eseguito da Giovanni Rizzoli di Pieve di Cento, mentre Giuseppe Guizzardi fu incaricato del restauro.
In quel processo vennero prodotti circa 140 riquadri autonomi. Tuttavia, per motivi ereditari e di proprietà, le opere furono divise tra varie famiglie nobili: la famiglia Filippetti di Ferrara e i Rosselli del Turco di Bologna.
Nel 1945 la famiglia Rosselli del Turco donò al Comune di Cento 53 di queste tele, che oggi sono conservate nella Pinacoteca Civica “Il Guercino”.
Attualità, visita, accessibilità e conservazione
Attualmente Casa Pannini non è visitabile internamente al pubblico, poiché ospita abitazioni private e uffici.
Gli affreschi superstiti sono conservati nella Pinacoteca Civica Il Guercino a Cento, dove sono esposti con attenzione museale.
La Pinacoteca è stata fondata nel 1839 e ha subito, come molti edifici del territorio, gli effetti del terremoto dell’Emilia del 2012, restando chiusa per diversi anni. La riapertura è avvenuta il 25 novembre 2023, dopo lavori e restauro, con un nuovo percorso espositivo.
La posizione di Casa Pannini, nel centro di Cento, la rende facilmente raggiungibile a piedi per chi visita il borgo. L’esterno, il portico ligneo, la facciata gotica e gli elementi tipici permettono di apprezzarne la bellezza anche dall’esterno.

Leggende, folclore locale e curiosità veritiere
Non mancano storie e leggende: una curiosità locale vuole che il giovane Guercino, all’epoca di circa 24 anni nel 1615, fosse già così apprezzato che la sua opera in Casa Pannini attirasse visitatori anche da città vicine, desiderosi di ammirare le scene vivaci intrecciate tra mito, natura e costume.
Un’altra tradizione locali riferisce che durante il Carnevale centese, alcune delle scene agli affreschi raffiguranti feste popolari e giochi erano basate su eventi reali vissuti nella Cento del Seicento; molto probabilmente il committente e Guercino vollero immortalare non solo sogni eroici e letterari, ma anche la vita quotidiana della comunità centese.
Curiosità architettonica: le travi lignee del portico conservano in alcuni punti la forma quasi originale dell’albero da cui furono ricavate, con nodi visibili e segni naturali, ciò che rende unica questa struttura rispetto ad altri portici restaurati che invece hanno perduto queste tracce.
Un dato interessante: il nome originale della via dove si trova Casa Pannini era “Borgo di Mezzo” al tempo di Guercino; cambiamenti urbanistici e toponomastici hanno poi assegnato il nome attuale Corso del Guercino in onore del pittore nativo.
Importanza culturale e valore per Cento, Casa Pannini nel contesto locale
Casa Pannini rappresenta molto più di una dimora storica. È un punto di incontro fra arte locale, storia, costume e identità culturale di Cento. Gli affreschi del Guercino in questa sede figurano come una delle prime committenze rilevanti dell’artista nativo, che poi avrebbe avuto grande fama nel Seicento barocco.
Il recupero, la conservazione e l’esposizione degli affreschi nella Pinacoteca Civica contribuiscono alla valorizzazione turistica del territorio, attirando studiosi, appassionati d’arte e visitatori.
Dal punto di vista storico‐artistico, gli affreschi permettono di studiare i temi iconografici del periodo, ma anche le tecniche (stacco degli affreschi, restauro su tela, collaborazione artigiana) e il rapporto fra committenza locale e artisti emergenti.
Per Concludere
Casa Pannini di Cento è un edificio che fonde arte, storia e identità locale. Dalle origini nel XV secolo, agli affreschi giovanili del Guercino, dal trasferimento delle opere su tela alla pinacoteca, fino al restauro recente, tutto contribuisce a rendere questa dimora un simbolo di Cento.
Anche se non visitabile internamente, il valore di Casa Pannini si coglie attraverso le opere nella Pinacoteca e dall’architettura esterna.
Per chi volesse vedere Casa Pannini ecco la posizione su Google Maps: qui
N.B. L’immagine in evidenza e le altre immagini nell’articolo appartengono a StorieUrbane.it e se volete riutilizzarle potete citarne la fonte.
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