Chiesa di Santa Maria Maggiore di Pieve di Cento: storia, leggende, arte e devozione
La Chiesa di Santa Maria Maggiore di Pieve di Cento è il cuore religioso e storico della città di Pieve di Cento, un comune della città metropolitana di Bologna. Nota anche come Chiesa Collegiata Parrocchiale di Santa Maria Maggiore di Pieve di Cento e come Santuario del Crocifisso, rappresenta da secoli il punto di riferimento spirituale, culturale e sociale della comunità pievese.
Il suo patrimonio artistico e architettonico, unito a leggende popolari e tradizioni devozionali, ne fa una delle chiese più significative dell’Emilia-Romagna.
Origini antiche e sviluppo storico
Le prime testimonianze documentarie della Chiesa di Santa Maria Maggiore risalgono al 29 aprile 1207, ma la sua fondazione è molto più antica e probabilmente risale all’epoca altomedievale, intorno all’VIII secolo, quando le pievi erano il centro religioso e amministrativo dei territori circostanti. In qualità di pieve madre, la chiesa esercitava un ruolo centrale nella vita religiosa delle comunità della pianura bolognese e ferrarese.
Durante il Medioevo la chiesa assunse il titolo di collegiata grazie alla presenza di un capitolo di canonici. Successivamente, dopo le riforme del Concilio di Trento, il capitolo fu sciolto ma la denominazione di collegiata rimase. Nel corso del XIV secolo la struttura originaria fu ampliata con la ricostruzione dell’abside in stile gotico poligonale.
Già nel XV secolo l’edificio versava in condizioni precarie. Nel 1463 vennero avviati importanti lavori di restauro e nel 1468 furono chiamati maestri muratori come Bartolomeo Riesi e Pietro Sgarmiglioni per rafforzare le mura portanti. Nonostante i lavori, il campanile crollò nel 1483 e fu necessario procedere a nuovi interventi di consolidamento.
La ricostruzione barocca
Tra il 1702 e il 1710 la chiesa medievale, ormai pericolante, venne demolita e ricostruita completamente. A firmare il nuovo progetto furono gli architetti modenesi Giuseppe e Silvestro Campiotti.
Della costruzione precedente venne mantenuto solo l’abside gotico del XIV secolo, tuttora visibile.
Il nuovo edificio fu concepito secondo i canoni barocchi, con una facciata riccamente decorata e un interno a croce latina, navata unica e cappelle laterali. L’esterno in laterizio intonacato presenta una facciata a due ordini scandita da lesene e arricchita da statue e bassorilievi provenienti dalle botteghe veronesi dei Guidottini.
Il campanile, invece, risale al 1487 ed è uno degli elementi che collegano l’attuale chiesa con la sua storia più antica.
Patrimonio artistico e opere di pregio
La Chiesa di Santa Maria Maggiore custodisce un patrimonio artistico di grande valore. Tra le opere principali spiccano:
- L’Assunzione della Madonna di Guido Reni, capolavoro seicentesco che testimonia la raffinatezza pittorica del maestro bolognese.
- L’Annunciazione del Guercino, collocata nella cappella a lui dedicata.
- Opere di Lavinia Fontana, importante pittrice bolognese del Cinquecento.
- Tele di Scarsellino, Bartolomeo Passarotti, Bartolomeo Gennari e Francesco Gessi.
L’abside gotica, con la sua pianta semidecagonale e i costoloni ottagonali, rappresenta una testimonianza dell’architettura medievale integrata armoniosamente con il barocco settecentesco della navata e della facciata.
Il Crocifisso miracoloso e la devozione popolare
Il simbolo più venerato della Collegiata è il Crocifisso miracoloso, un’opera lignea risalente tra XIV e XV secolo, originariamente appartenente alla confraternita dei Battuti.
Secondo la tradizione, il Crocifisso è legato a eventi straordinari e leggende popolari che hanno alimentato nei secoli la devozione dei fedeli.
Leggende popolari legate al Crocifisso
Una delle leggende più conosciute narra di un pellegrino misterioso che chiese ospitalità alla famiglia Guidicini. La mattina seguente, l’uomo scomparve e al suo posto fu ritrovata la testa lignea del Cristo, illuminata da torce accese senza che nessuno le avesse collocate.
Un’altra leggenda racconta che il Crocifisso venne rubato da cittadini di Cento e caricato su un carro trainato da buoi. Giunti al confine tra Pieve di Cento e Cento, gli animali si rifiutarono di proseguire, segno che il Cristo non voleva lasciare la sua chiesa. In alcune versioni, il Crocifisso sarebbe addirittura balzato da solo per tre volte fino a tornare nella sua sede originaria.
Questi racconti, tramandati di generazione in generazione, hanno consolidato l’immagine del Crocifisso come simbolo miracoloso e protettore della comunità.
Culto, feste e tradizioni
La devozione al Crocifisso miracoloso è attestata almeno dal XVI secolo. Ancora oggi i venerdì di marzo e i venerdì da maggio a ottobre sono dedicati a momenti di venerazione speciale.
Una delle celebrazioni più importanti è il Ventennale del Crocifisso, che si svolge ogni vent’anni a settembre. Si tratta di una festa solenne che coinvolge l’intera comunità con processioni, celebrazioni religiose e momenti culturali. Questo evento si intreccia con la tradizione della Partecipanza agraria, un’istituzione medievale ancora viva nella pianura bolognese che regola l’uso collettivo delle terre.
Danni del sisma e restauri recenti
Il terremoto del maggio 2012 colpì duramente la Collegiata di Santa Maria Maggiore. La cupola, la lanterna e parte del tiburio crollarono, rendendo l’edificio inagibile. Le opere d’arte furono messe in salvo e custodite in sicurezza durante gli anni dei lavori di restauro.
Dopo un lungo e accurato intervento di consolidamento e restauro, la chiesa venne riaperta al culto il 25 novembre 2018. La comunità poté così riappropriarsi del suo simbolo identitario, riportato al suo splendore e alla sua funzione originaria.

Architettura e descrizione della chiesa
La struttura della Collegiata è imponente e armoniosa. La pianta a croce latina con navata unica e cappelle laterali permette di concentrare l’attenzione sull’altare maggiore e sull’abside gotica. La facciata barocca a due ordini è arricchita da statue di santi e bassorilievi biblici. Le statue raffigurano, tra gli altri, San Fabiano e San Sebastiano, mentre nelle nicchie laterali compaiono figure di profeti con cartigli riportanti versetti delle Scritture.
Il campanile, risalente al 1487, è uno degli elementi architettonici più antichi rimasti, e si erge come simbolo della continuità storica dell’edificio.
Curiosità sulla Chiesa di Santa Maria Maggiore Pieve di Cento
- Il Crocifisso miracoloso presenta un dettaglio iconografico particolare: i piedi di Cristo sono raffigurati uno sopra l’altro, trafitti da un unico chiodo, una caratteristica tipica delle opere lignee gotiche.
- Le celebrazioni ventennali del Crocifisso attraggono non solo fedeli locali ma anche visitatori e pellegrini provenienti da tutta la regione.
- Dopo il terremoto del 2012, le opere d’arte furono restaurate e ricollocate negli altari originali, rispettando la disposizione storica e offrendo al visitatore la stessa esperienza estetica ed emotiva di un tempo.
Ruolo culturale e spirituale
La Chiesa Collegiata Parrocchiale di Santa Maria Maggiore di Pieve di Cento rappresenta non soltanto un luogo di culto, ma anche un punto di incontro tra fede, arte e storia. Le leggende popolari, le feste religiose, le opere d’arte e l’architettura contribuiscono a creare un patrimonio unico che arricchisce non solo la comunità pievese, ma l’intero territorio circostante.
Il Santuario del Crocifisso è oggi meta di devozione, pellegrinaggi e visite culturali. L’edificio, dopo i restauri, si presenta come una sintesi perfetta di memoria storica e vitalità contemporanea.
Per Concludere
La Chiesa di Santa Maria Maggiore a Pieve di Cento è un monumento che racchiude secoli di storia, fede e tradizioni popolari. La sua architettura barocca, l’abside gotico, le opere d’arte di maestri come Guido Reni, Guercino e Lavinia Fontana, insieme al culto del Crocifisso miracoloso, ne fanno una delle chiese più importanti dell’Emilia. Restaurata dopo il terremoto del 2012, continua a essere il fulcro della vita religiosa e culturale della comunità, simbolo di resilienza e identità.
Per chi volesse visitare la Chiesa di Santa Maria Maggiore Pieve di Cento ecco la sua posizione su Google Maps: qui
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