Fiera di Cento: storia, tradizione e identità di una città
Le origini della Fiera di Cento
La Fiera di Cento affonda le sue radici nel Cinquecento, quando la città, posta in una posizione strategica tra Ferrara, Bologna e Modena, era già un centro commerciale vivace. La nascita ufficiale della manifestazione risale al 1584, quando il duca Alfonso II d’Este concesse alla comunità centese il privilegio di organizzare una fiera annuale.
Prima di quella data, esistevano già tentativi e concessioni legate ad eventi fieristici, ma fu proprio con questa autorizzazione che la fiera divenne un appuntamento stabile e riconosciuto. I giorni scelti per lo svolgimento furono l’8, il 9 e il 10 settembre, periodo che coincideva con la fine della stagione dei raccolti agricoli e che risultava quindi perfetto per favorire gli scambi commerciali.
Inizialmente la fiera si svolgeva lungo la “via Grande”, l’attuale via Marcello Provenzali, coinvolgendo gran parte della comunità locale. Mercanti e contadini giungevano da tutta la regione e anche da territori vicini, portando merci, animali, attrezzi, prodotti agricoli e artigianali. La fiera era non solo un’occasione economica, ma anche un momento di socialità e di festa, con spettacoli popolari, giocolieri, cantastorie e momenti religiosi che scandivano le giornate.
L’evoluzione nei secoli
Con il passare dei secoli la Fiera di Cento ha ampliato i propri spazi e la propria offerta. In epoca moderna, con l’aumento delle attività produttive e artigianali, la manifestazione è diventata un importante punto di incontro tra domanda e offerta, aprendo la città a visitatori e commercianti provenienti da tutta l’Emilia e oltre.
Il Novecento ha rappresentato un momento cruciale: la fiera si è adeguata ai nuovi tempi, ospitando stand sempre più specializzati, introducendo esposizioni dedicate all’industria, ai mezzi agricoli e ai prodotti innovativi. Dopo le difficoltà legate alle guerre, la manifestazione è tornata a crescere e a rinnovarsi, mantenendo sempre il suo ruolo di appuntamento centrale nella vita cittadina.
Negli ultimi decenni la Fiera di Cento è stata al centro di una riorganizzazione che l’ha resa ancora più moderna e competitiva. Oggi conta centinaia di espositori distribuiti tra aree coperte e all’aperto, spazi dedicati alla gastronomia, eventi culturali e spettacoli che coinvolgono tutte le età.
La Fiera di Cento nel presente
Attualmente la Fiera di Cento si svolge nel cuore del centro storico, con Piazza Guercino come punto di riferimento principale. Gli stand occupano le vie circostanti e offrono una panoramica completa su artigianato, commercio, enogastronomia, innovazione e intrattenimento.
Ogni edizione ospita incontri istituzionali, dibattiti, aree tematiche dedicate al lavoro, all’impresa, al turismo e alla cultura. Non mancano concerti, spettacoli teatrali, esibizioni musicali e attività pensate per famiglie e bambini.
Per chi volesse visitarla quando fanno le fiere a cento ecco la posizione precisa su Google Maps, considerando comunque che tutta cento è in fiera ma la piazza guercino è il punto principale: qui
L’edizione del 2025, la numero 441, si terrà dall’11 al 14 settembre e porterà con sé il tema “Cuore della città”, sottolineando il legame tra la fiera e la comunità centese. Tra le novità spicca la reintroduzione del premio “Guercino d’Oro”, destinato a riconoscere figure e realtà che hanno dato prestigio al territorio.
Folclore e leggende legate alla Fiera di Cento
Accanto alla storia documentata, la Fiera di Cento è circondata da curiosità e leggende tramandate di generazione in generazione.
Si racconta, ad esempio, che nei primi decenni molti commercianti portassero merci esotiche provenienti da terre lontane, come spezie, tessuti e piccoli manufatti che sembravano quasi magici agli occhi dei contadini locali. Altri aneddoti parlano di giullari e cantastorie che, durante le serate, intrattenevano la popolazione con versi in dialetto e racconti popolari, trasformando la fiera in un palcoscenico all’aperto.
Un’altra leggenda riguarda le date originarie della manifestazione. Si narra che alcuni abitanti preferissero settembre non solo per motivi pratici legati ai raccolti, ma anche perché l’8 settembre, giorno della Natività di Maria, era considerato propizio per chiedere benedizioni e prosperità.
Questa coincidenza avrebbe consolidato nei secoli la scelta di quel periodo.

Il legame con il Guercino e il patrimonio artistico
Cento è la città natale di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, uno dei più grandi pittori del Seicento italiano. La Fiera di Cento ha sempre mantenuto un forte legame con questa eredità culturale. Non è raro che durante la manifestazione vengano organizzate visite guidate, mostre ed eventi che celebrano l’opera del maestro, valorizzando anche la Civica Pinacoteca a lui dedicata.
Il richiamo al Guercino non è soltanto artistico ma anche identitario: la sua figura è diventata simbolo del legame tra passato e presente, tradizione e innovazione.
Enogastronomia e prodotti tipici
Uno degli aspetti più apprezzati della Fiera di Cento è senza dubbio l’enogastronomia. I visitatori possono degustare piatti tipici della cucina ferrarese e dell’Emilia-Romagna. Tra le specialità più amate ci sono i cappellacci di zucca, i salumi tradizionali, la salama da sugo e i dolci legati alla tradizione contadina.
Gli stand gastronomici, le osterie all’aperto e i ristoranti del centro storico offrono menù che uniscono tradizione e creatività, permettendo a chi visita la fiera di vivere un’esperienza sensoriale completa.
L’impatto economico e sociale della Fiera di Cento
La Fiera di Cento rappresenta un momento di grande rilievo economico per la città e per l’intero territorio circostante. Gli espositori hanno l’occasione di presentare i propri prodotti a migliaia di visitatori, creando opportunità di vendita, nuove collaborazioni e contatti commerciali.
Dal punto di vista sociale, la fiera è un’occasione di incontro e di coesione. Famiglie, associazioni, istituzioni e realtà locali partecipano attivamente, contribuendo a creare un’atmosfera unica che rafforza l’identità della comunità centese.
La Fiera come occasione di promozione culturale e turistica
Oltre ad essere un evento commerciale e ricreativo, la Fiera di Cento è anche una vetrina turistica. Chi visita la città in occasione della fiera può scoprire le bellezze architettoniche del centro storico, le chiese, i palazzi e i musei che raccontano secoli di storia.
Il connubio tra manifestazione fieristica e patrimonio artistico rende Cento una meta attrattiva non solo per gli abitanti della regione, ma anche per visitatori provenienti da altre parti d’Italia.
La Fiera di Cento nel futuro
Il futuro della Fiera di Cento punta all’innovazione e alla sostenibilità. Negli ultimi anni sono stati avviati progetti per rendere l’evento più accessibile, attento all’ambiente e vicino alle nuove generazioni.
Le sfide riguardano la capacità di mantenere viva la tradizione, integrando al tempo stesso linguaggi moderni e tecnologie.
La fiera continuerà ad essere un ponte tra passato e futuro, conservando la sua anima storica e folkloristica ma aprendosi alle opportunità offerte dalla contemporaneità.
Cosa non perdere durante la Fiera di Cento
Chi visita la Fiera di Cento non può perdersi alcuni momenti simbolici. Passeggiare tra gli stand del centro storico è un’esperienza che unisce curiosità commerciali e incontro con le tradizioni locali.
Gli spettacoli serali, i concerti e le rappresentazioni popolari trasformano la città in un grande teatro a cielo aperto.
Da non dimenticare l’aspetto gastronomico, che rappresenta uno dei punti forti dell’evento, e le iniziative culturali che permettono di scoprire il patrimonio artistico e storico di Cento.
Per Concludere
La Fiera di Cento è molto più di un semplice evento commerciale. È la celebrazione di un’identità collettiva, il riflesso della storia di una comunità e il segno tangibile della sua capacità di rinnovarsi nel tempo.
Ogni edizione porta con sé la memoria delle generazioni passate e la speranza di quelle future, facendo della fiera un appuntamento imperdibile per chi desidera conoscere e vivere la vera anima di Cento.
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