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Torre Civica di Porta Vecchia a Este: storia, leggende, e curiosità del simbolo seicentesco della città

La Torre Civica di Porta Vecchia è uno dei monumenti più iconici e rappresentativi di Este. Collocata all’ingresso meridionale della città, lungo l’attuale via Matteotti, la torre domina lo scenario urbano con la sua maestosa presenza architettonica e storica.

Eretto nel XVII secolo sopra i resti di un’antica porta medievale, questo edificio incarna l’evoluzione storica, sociale e culturale della comunità estense.

Con il suo orologio che mostra le fasi lunari, la campana fusa nel 1637 ancora in funzione e i tre suggestivi ambienti interni, la Torre Civica è oggi testimone vivo della memoria collettiva.

In questo articolo esploreremo ogni aspetto di questo monumento: storia, leggende locali, folclore, curiosità e dettagli tecnici, in un viaggio autentico e documentato.

Storia antica e origini medievali

Le origini della Torre Civica di Porta Vecchia affondano le radici nel Medioevo. Nel XIII secolo, il punto dove oggi sorge la torre era occupato da una porta fortificata che costituiva uno degli accessi principali alla città murata di Este.

Questa porta, parte integrante delle difese volute dai marchesi d’Este, fu conosciuta in epoca medievale con il nome di “Porta Vitaliana”, dal nome del nobile Vitaliano d’Arolda, protagonista di un tradimento avvenuto nel 1238.

Successivamente, in epoca carrarese, la porta fu ricostruita e rinominata “Porta Carrarese”, in onore dei nuovi signori della città.

Durante il dominio carrarese, fu avviata anche la costruzione del canale Bisatto, che aveva duplice funzione: difensiva e commerciale. Questo canale, realizzato con un tracciato ad arco a sud della città, modificò radicalmente l’assetto urbano, spostando i traffici e creando un nuovo assetto urbano.

Il terremoto del 1688 e la ricostruzione barocca

Nel 1688, un violento terremoto colpì Este e danneggiò gravemente la struttura medievale della porta.

Dopo un’attenta valutazione, le autorità veneziane decisero di abbattere la torre per motivi di sicurezza e procedere alla sua ricostruzione. Nel 1690, sotto la podesteria di Marco Ruzzini, fu eretta l’attuale Torre Civica, con una nuova veste architettonica più elegante e simbolica, in stile barocco veneziano.

La nuova torre fu concepita non più con scopi difensivi ma come segno di rinnovamento urbano e civile. Divenne simbolo dell’autorità municipale e punto di riferimento per la popolazione.

Architettura e dettagli costruttivi

La Torre Civica di Porta Vecchia ha un’altezza inferiore ai venti metri e si distingue per la sua imponenza scenografica.

Presenta un grande arco in trachite che consente il passaggio stradale sottostante. L’arco è sormontato da merli ghibellini a coda di rondine, un omaggio stilistico al passato medievale.

Sulla chiave dell’arco si trova un mascherone in pietra, tipico elemento barocco, mentre su uno dei lati è incisa una lapide commemorativa che ricorda l’intervento del podestà Ruzzini. Altre iscrizioni in latino indicano i motivi della ricostruzione, attribuendola sia al tempo trascorso sia ai danni causati dal sisma del 1688.

Internamente, la torre è suddivisa in tre ambienti principali:

  • La stanza del caminetto, posta al primo piano, con un piccolo camino originale.
  • La stanza intermedia, un vano con accesso ai soppalchi in legno.
  • La cella campanaria, situata in cima, dove è custodita la campana del 1637.

La struttura interna, seppur semplice, è perfettamente funzionale alla sua nuova identità civica.

L’orologio lunare: tecnologia e simbolo

Uno degli elementi più affascinanti della Torre Civica è il suo orologio monumentale, collocato sul lato che guarda verso Piazza Maggiore. Questo orologio non indica solo l’ora ma anche le fasi lunari, attraverso un meccanismo sofisticato per l’epoca.

L’orologio è stato installato nel XVIII secolo e, secondo alcune fonti locali, potrebbe essere stato opera dell’orologiaio Bartolomeo Ferracina, già attivo presso la Torre dei Mori di Venezia. Sebbene l’attribuzione non sia certa, la raffinatezza del quadrante e del sistema interno suggerisce l’opera di un maestro artigiano.

L’orologio ha mantenuto la sua funzione fino ai nostri giorni, grazie a interventi di restauro e cura costante.

Ecco l’immagine della Torre Civica di Porta Vecchia con il suo orologio in tutto il suo splendore:

La campana del 1637 e la sua voce ancora viva

All’interno della cella campanaria si trova la campana fusa nel 1637, originariamente appartenente al convento di San Francesco di Este. Questa campana venne trasferita alla torre nel momento della sua ricostruzione ed è tutt’oggi perfettamente funzionante.

La campana non solo segna lo scorrere del tempo ma viene anche utilizzata per annunciare le sedute del consiglio comunale. Il suono è prodotto da un martelletto elettrico collegato a un sistema automatico, un connubio tra tradizione e modernità.

Leggende popolari e tradizioni locali

Una delle leggende più conosciute legate alla Torre Civica racconta che nelle notti di luna piena, le ombre proiettate dai merli ghibellini si moltiplichino magicamente sulla pavimentazione della piazza.

Secondo la credenza popolare, chi riesce a contare esattamente tutte le ombre vedrà realizzato un desiderio nell’arco di un anno.

Un’altra leggenda narra di un antico custode notturno che, grazie al regolare battito dell’orologio, si accorse di un tentativo di effrazione presso i magazzini vicini. L’uomo riuscì ad avvisare le autorità e impedire il furto. Da allora, il suono dell’orologio fu percepito non solo come segnale del tempo ma anche come simbolo di protezione per la comunità.

Curiosità e arte nella torre

Oltre alla funzione civica e simbolica, la torre ospita al suo interno alcune opere d’arte degne di nota. Tra queste spiccano alcune sculture del maestro estense Gino Vascon, tra cui il suggestivo “Lazzaro che si scioglie dalle bende” e un busto di Gabriele D’Annunzio. Queste opere sono state donate al Comune e arricchiscono l’esperienza di visita.

Un’altra particolarità tecnica è rappresentata dai contrappesi in trachite ancora visibili, collegati al meccanismo dell’orologio. Si tratta di due grandi massi che, per gravità, regolavano il movimento delle lancette, una testimonianza tangibile dell’ingegneria del Settecento.

La torre nel contesto urbano di Este

Dal punto di vista urbanistico, la Torre Civica di Porta Vecchia rappresenta un punto di riferimento simbolico e visivo. È situata lungo l’asse che collega l’ingresso della città al Parco del Castello Carrarese di Este, in una posizione strategica che unisce idealmente le epoche storiche della città: il Medioevo, il Rinascimento e l’età moderna.

La sua presenza scenografica è valorizzata da un’illuminazione serale che ne esalta i dettagli architettonici e la rende protagonista durante gli eventi cittadini.

Visitare la torre oggi

La Torre Civica è visitabile nei fine settimana e durante manifestazioni culturali organizzate dal Comune. Le visite guidate conducono attraverso i tre ambienti interni, permettendo ai visitatori di apprezzare la struttura, le opere d’arte e la vista panoramica dalla cella campanaria.

Salire i gradini della torre, ammirare il meccanismo dell’orologio e osservare la campana originale è un’esperienza che permette di toccare con mano la storia viva di Este.

Per Concludere

La Torre Civica di Porta Vecchia è molto più di un semplice edificio: è memoria, arte, tecnologia e comunità.

Racchiude in sé secoli di trasformazioni e racconti, custodisce oggetti unici e trasmette ancora oggi un senso di identità profonda per la città di Este.

Con la sua funzione simbolica e il valore architettonico, continua a essere un riferimento costante per cittadini e visitatori.

Posizione Google Maps della Torre Civica di Porta Vecchia: qui

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N.B. L’immagine in evidenza e le altre immagini nell’articolo appartengono a StorieUrbane.it e se volete riutilizzarle potete citarne la fonte.

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